LE RADICI DI RUSS
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Il tema della discendenza e le relazioni tra trovatelli e possibili genitori danno carattere anche al romanzo Miss strega, scritto dalla stessa autrice britannica di origini austriache, morta nel 2010 all’età di 85 anni. A scatenare gli eventi, la noia dello stregone Arriman, desideroso di ritirarsi in una specie di pensione anticipata. Chi continuerà la sua opera malvagia? Nonostante una gitana preveda l’arrivo di un nuovo mago, la speranza di trovare un sostituto viene meno. Come risolvere la situazione? Semplice: bisogna cercare una strega che sposi Arriman, poiché è necessario un erede, quindi viene pubblicato un concorso al quale parteciperanno sette curiose e inette maliarde. A parte il catalogo con le descrizioni delle concorrenti (spassoso), a colpire il lettore è la leggerezza e l’apparente semplicità con la quale la scrittrice ci accompagna in un mondo complesso, dove non ci sono confini definiti tra realtà e magia. Le situazioni narrative ironiche e gli accostamenti di immagini divergenti ricordano a volte il binomio fantastico di Gianni Rodari. Si oscilla tra il fantastico e il reale, come quando leggiamo di una “strega-sirena” che si fa operare dal chirurgo plastico. Sorridiamo nello scoprire un marito tormentato da moglie e figlia: si dichiara addirittura felice di subire magie nere, finendo incastrato in un albero per l’eternità, immobile, ma salvo dal supplizio subito per troppo tempo tra le mura di casa. La strega Belladonna rispetta dei canoni estetici che si scontrano con il contesto sociale delle streghe. È rifiutata da tutte le altre poiché, quando agisce, sboccia la bellezza, e questo è brutto, in un contesto diabolico. Ad un certo punto appare Russ, bambino orfano, adottato dalla strega bianca Belladonna. Il lombrico del piccolo Russ si rivela essere infatti un potente famiglio che permette alla strega di realizzare magie nere. La verità sulle origini di questo bambino sarà risolutiva, così come decisivi saranno alcuni dettagli, oggetti, documenti, per sciogliere il mistero che avvolge la vicenda famigliare di Annika, nella Stella di Kazan.
SUGGERIMENTI (Richiami e confronti)
Nel capitolo 8 (pagina 103) parte la gara di magie, così ogni strega mette in mostra la propria potenza nera. Lo schema si ripete: ci si aspetta una terrificante (e meravigliosa) magia, ma il tentativo fallisce.
- La prima esuma il famoso Kraken dal fondo del mare, con esito fallimentare. Emerge un Kraken bebè che va da Arriman e lo chiama papà (il tema dell’adozione ritorna). Il Kraken è uno schifoso mostro molliccio. In questa sequenza il riferimento alle sirene è esilarante e ci permette di recuperare l’episodio omerico: ma qui le sirene sono tre vecchie zie, brutte e pettegole! Proponiamo la lettura dell’episodio omerico, cogliendo la scena dal libro di Mino Milani, Ulisse racconta, pubblicato da Einaudi ragazzi nel 2015. Il confronto tra il mito e il racconto magico della Ibbotson, che stravolge l’immagine della sirena, è occasione di scoperta.
- La seconda strega chiude una famiglia dentro agli alberi. Il marito non vorrà più uscire perché si è liberato finalmente della moglie e della figlia. Quali sono, in questa storia, gli aspetti affini alla realtà? Quali invece gli elementi di magia?
- La strega Urlon produce un buco senza fondo… (i libri che parlano di buchi sono molti: è possibile lavorare sulle metafore, ma abbiamo anche L’enciclopedia dei buchi di CLAIRE DIDIER e ROLLAN GALLIGUE, pubblicato nel 2013 da “editoriale scienza”). Le sorelle Urlon però litigano… così Nancy spinge la sorella nel buco senza fondo. Ancora una volta, la quotidianità dei litigi tra fratelli e sorelle è spunto che l’autrice coglie per integrare la magia.
- Sanguisuga evoca il lago dei cigni, ma anche in questo caso, invece dei cigni, le magie producono animali meno nobili. Documentarsi sul celebre Lago dei cigni di Tchaikovsky (1877) può essere stimolante apertura di pensiero.
- Miss Olympia evoca Hamelin, con la sinfonia della morte suonata dai ratti. Ottiene nove punti su dieci e sembra essere la più gettonata, perché nera, cattiva, malvagia, potente. La lettura e il confronto con la fiaba è pertinente e di sicuro interesse per i bambini.
- Belladonna resuscita il fantasma del castello, ma ha degli aiutanti (il Benemeglio e l’orco) che cercano un attore che reciti la parte (le magie del teatro) perché a Belladonna hanno rubato il potente lombrico di Russ, animaletto che rende potente e nera la magia di Belladonna.
Altre osservazioni:
- ciò che è bello per le streghe, non è bello per noi. E viceversa.
- A pagina 210 dell’edizione italiana di Miss strega abbiamo la stessa scena della Stella di Kazan, con la passeggiata dei bambini rinchiusi nel collegio, una direttrice d’istituto malvagia (che l’altro legge Pierino porcospino ai bambini) e la ribellione alla rigida impostazione di questi istituti dove bambini, ragazze, orfani, trovatelli subivano soprusi e violenze.
